Report PANDEMANIAK Raid 2020

Report di Andrea Masiero (organizzatore)

Pandemaniak Raid – prima uscita dopo la pandemia del COVID-19 – Gara sociale del Veneto Triathlon Team.

Sabato 13 giugno hanno partecipato, all’adventure race Pandemaniak Raid a Pozzolo di Villaga sui Colli Berici in provincia di Vicenza una dozzina di atleti del Veneto Triathlon Team .

Il Raid è stato pensato come allenamento / gara ma nonostante questo  non ha avuto nulla da invidiare rispetto agli altri raid italiani del calendario ufficiale.

Il percorso e le regole di gara sono state pensate prendendo le caratteristiche migliori dei Raid di Agazzano, Nirvana Raid, Turbigo Raid con alcuni spunti presi dal Rewoolution Raid e dalla Brescia no limits.

Formula di gara

La formula era quella di un percorso score che si prestava a mille interpretazioni e strategie con fotocontest a sorpresa lungo il percorso, bonus per gruppi omogenei di lanterne ed infine prove speciali di slackline, tiro con l’arco e tiro con pistola ad aria compressa.

Alla manifestazione hanno inoltre partecipato attivamente i famigliari al seguito degli atleti, provando anche loro le prove speciali e facendo un percorso di orientamento didattico.

Le cartine di gara

le cartine di gara

Il percorso era in orientamento su 4 cartine FISO scala 1:10.000 e 1:5.000. Complessivamente 103 lanterne di cui 47 di corsa e 56 in MTB.

Le lanterne avevano 4 diversi punteggi a seconda della difficoltà e della lontananza (10-15-20-25 punti).

Le cartine sono state consegnate agli atleti alla partenza in modo da dare l’idea complessiva  di come bilanciare gli sforzi tra corsa e MTB.

Il percorso con scelta a piacere della sequenza delle lanterne  imponeva la massima libertà di percorso e di tattica da adottare con solo due punti di passaggio fissi che fungevano da zone cambio.

La sequenza delle discipline è stata la seguente: corsa – MTB – corsa, con tempo limite di 5 h e, a seguire, le tre prove speciali.

Il passaggio per la lanterna veniva provato tramite la foto dell’oggetto con il cellulare. Alla fine la sequenza di foto presente nel cellulare del concorrente dava la prova del percorso effettuato e dei punti acquisiti.

Quanti km hanno percorso gli atleti?

I migliori hanno percorso in tutto circa 35 km con quasi 1000 m di dislivello, ciò a significare l’estrema durezza del percorso e l’impegno nell’orientamento. Tutti dovevano indossare lo zainetto con il materiale obbligatorio, il bere e il cibo necessario per tutta la gara (in autosufficienza totale).

Il trasferimento iniziale di 5 km in salita in MTB è servito come riscaldamento per raggiungere la prima zona cambio della partenza.

Le partenze scaglionate per mantenere il distanziamento

Il via è stato scaglionato di un minuto tra un concorrente e l’altro.

La prima parte di corsa consisteva nel prendere obbligatoriamente  8 lanterne. Dopo 20-30 minuti tutti avevano cambiato ed erano partiti in mtb ben distanziati.

A questo punto si sviluppavano le tattiche più opposte: chi puntava tutto sulla MTB, chi invece tutto sulla corsa, chi invece bilanciava equamente le due discipline. Tutte scelte fatte  in base alle proprie caratteristiche fisiche e tecniche.

Alla seconda zona cambio si partiva di corsa e qualcuno dopo 3 o 4 ore di sforzo cominciava ad avere crampi dato la giornata di caldo torrido.

I punti più spettacolari da raggiungere sono stati dei punti panoramici sopra a dirupi e alcuni punti dentro a grotte.

Paesaggi selvaggi,  dedali di sentieri tra boschi inframmezzati da radure, grotte e pareti rocciose, tutto un saliscendi senza un metro di piano, rovi, caprioli e serpenti, questi gli addendi che sommati hanno dato vita all’avventura perfetta.

Le prove tecniche

Al termine le prove di tiro con l’arco, tiro con la pistola e di equilibrio sulla slack line sono risultate molto tecniche, ma molti atleti si erano preparati dato che i punti da guadagnare erano molti. Qualcuno è riuscito a recuperare posizioni contando sulla propria abilità nonostante la stanchezza.

I vincitori

Ad onore della cronaca il vincitore è stato Dario Stefani, secondo Eugenio Trevisan e terzo Mario Piazzo.

Tante le doti e qualità necessarie e che sono state messe in gioco per poter completare la prova.

Resistenza alle lunghe distanze, sia di corsa che in bici, capacità di orientamento con cartina, capacità di ragionamento sotto sforzo, strategia, stima dei tempi di percorrenza.

La formula di gara in singolo anzichè in squadra è stata molto formativa e ha consentito all’atleta di riconoscere veramente i propri punti deboli su cui lavorare per migliorare.

Questa edizione zero del Raid sui Colli Berici è stata organizzata da me in tutto per tutto approfittando del lockdown per la pandemia. Era una cosa che volevo fare da tempo, uno sfizio che mi sono tolto.” ha dichiarato Andrea.

La speranza è quella di trovare le risorse umane e logistiche per riuscire a mettere nel calendario FISO nel 2021 un raid ufficiale sui Colli Berici vicentini.

Noi di Adventure Race Italia Magazine cerceremo di dargli tutto il supporto possibile per far si che nasca questa gara.

Classifica completa: Pandemaniak_Raid_Classifiche2020